Lo stillicidio di razzi e droni lanciati tutti i giorni dal sud del Libano, a cui Israele risponde colpendo siti di Hezbollah, suscita non pochi timori che il fronte in Medio Oriente possa incendiare il Paese dei cedri.

Il presidente Usa Joe Biden, che ha ben presente questo scenario, ha nuovamente dato incarico al suo inviato per la regione Amos Hochstein di tenere colloqui da lunedì per scongiurare un'escalation.

Questo proprio mentre da Beirut il movimento sciita di Hasan Nasrallah fa sapere ad Israele che una guerra totale amplierebbe di molto il numero degli sfollati dal nord del Paese e non farebbe certo tornare a casa le centinaia di migliaia di evacuati che hanno dovuto lasciare le loro città. L'avvertimento del numero due del partito pro Movimento iraniano Naim Qassem è arrivato alla vigilia della riunione del gabinetto di sicurezza israeliano che dovrebbe approvare e aggiungere il "ritorno dei residenti del nord alle loro case" agli obiettivi della guerra: argomento che entra per la prima volta negli scopi militari dichiarati di Israele. Poche ore prima che Qassem parlasse, due droni tirati dai miliziani del partito di Dio hanno colpito un'area della città settentrionale israeliana di Kiryat Shmona. Nella mattinata, almeno 55 razzi sono stati sparati dal sud del Libano sull'Alta Galilea, una parte è stata intercettata, ha reso noto l'esercito israeliano (Idf) , mentre altri sono caduti in aree aperte causando diversi incendi. L'Idf ha risposto con alcuni raid aerei che hanno colpito due edifici a Blida, nel Libano meridionale.