Giunto al passaggio fondamentale dei 40 anni il principe ribelle Harry resta lontano, fisicamente e psicologicamente, dalla famiglia reale britannica dopo lo strappo del 2020 e l'autoesilio negli Stati Uniti con la moglie Meghan.

Una scelta la sua da cui traspare oggi una certa serenità, secondo le parole da lui stesso fatte arrivare tramite una nota alla Bbc, per mandare comunque un messaggio al Regno Unito. Il secondogenito di re Carlo e della defunta principessa Diana si è detto "emozionato" per l'importante compleanno di domenica 15 settembre, e non più "in ansia" come quando aveva compiuto i 30 anni e non aveva ancora trovato un equilibrio, ma anche deciso a portare avanti i tanti impegni: "Qualunque sia l'età, la mia missione è continuare a mostrarmi presente e fare del bene nel mondo". E quindi l'attività di volontariato, a partire dal patrocinio degli Invictus Games, i giochi sportivi per i reduci di guerra mutilati, gli appuntamenti pubblici negli Usa e all'estero dove far sentire la sua voce, come la visita con Meghan in Colombia del mese scorso in cui ha lanciato un duro attacco contro le 'fake news' dopo i violenti disordini dei gruppi dell'ultradestra nel Regno all'insegna del razzismo e dell'islamofobia, innescati e alimentati proprio dalla disinformazione, oltre alla crociata del principe contro i tabloid britannici per le violazioni della sua privacy e in generale per gli abusi del giornalismo scandalistico.