"Le decisioni che abbiamo comunicato vanno nella direzione di permettere la presenza per lungo tempo in Sardegna.

La scelta non è legata alle prestazioni dello stabilimento perché tutta l'organizzazione sta dando il massimo, in termini di performance, sicurezza, salute e rispetto dell'ambiente.

E' solo una situazione di sostenibilità economica e queste scelte servono per trovare soluzioni alternative e per porre le basi per il futuro. Sono solidale con gli stati d'animo dei lavoratori ma non possiamo nasconderci dietro un dito perché le realtà sono cambiate drasticamente". Così all'ANSA il ceo della Portovesme srl, controllata dalla multinazionale Glencore, Davide Garofalo, all'indomani del confronto con i sindacati sulla chiusura della linea zinco nel Sulcis.

Un "rallentamento" lo definisce l'ad, utile a prendere tempo per studiare opzioni alternative "con la piena disponibilità al dialogo con le istituzioni per valutare anche nuove opportunità". Garofalo annuncia poi la riapertura tra due mesi circa, dello stabilimento di San Gavino: produrrà la cosiddetta lega tripla che permetterà di raffinare piombo recuperando argento e oro contenuto nella materia prima attraverso una campagna di produzione di 7-8 mesi con la rotazione dei lavoratori.