Nessuna tregua dalle fiamme in California del Sud.

Dopo giorni di caldo oltre i 38 gradi centigradi, le temperature sono scese.

È ora il vento - insieme alla siccità tipica della zona - a complicare il lavoro di contenimento del grosso incendio denominato 'Line Fire', che da giovedì consuma le zone montagnose della contea di San Bernardino, a est di Los Angeles. Sabato, il governatore Gavin Newsom ha attivato lo stato d'emergenza e ora ha chiesto anche l'intervento della guardia nazionale nella regione, circa 80 persone che si aggiungono ai 3.179 vigili del fuoco e agenti forestali già dispiegati. Dopo sei giornate di incessante lavoro, le fiamme sono controllate al 14%, secondo l'aggiornamento appena caricato sul sito ufficiale Cal Fire.

Sono andati in fumo circa 23.000 acri (9.300 ettari) nella contea di San Bernardino, la quinta più popolosa della California. L'ordine di evacuazione attivo nella zona ha costretto circa 6.000 persone a lasciare la propria casa "di fronte a un imminente rischio di morte", soprattutto nei paesi lungo la strada per Big Bear, una località molto apprezzata dagli amanti della montagna, nota meta sciistica durante l'inverno. Altri 17.000 residenti sono in attesa di ordini di evacuazione nelle prossime ore. Circa 65.600 strutture, tra case e negozi, sono minacciate dal propagarsi delle fiamme, che hanno costretto anche a tagliare la corrente in alcuni punti. Il caldo estremo degli ultimi giorni ha fatto divampare fuochi anche in Idaho, Oregon e Nevada, dove circa 20.000 persone sono dovute fuggire da un incendio alle porte della città di Reno.