Alessandro Giuli fa il suo esordio alla Camera come ministro della Cultura mercoledì pomeriggio per il question time e prende subito un impegno: quello di cambiare le nomine della commissione ministeriale per la concessione di contributi per progetti cinematografici decise dall'ex ministro Sangiuliano. Non perché ci siano «carenze di requisiti soggettivi dei 15 esperti designati», che invece sono di «comprovata qualificazione professionale del settore», come «Paolo Mereghetti, autore del più celebre e diffuso dizionario di film in lingua italiana», ma perché le nomine non rispettano le norme sull'equilibrio di genere, «trattandosi tra l'altro di un criterio espressamente previsto per la composizione della commissione di esperti».
«Non mi sento offeso dalle scelte fatte dall'ex ministro Sangiuliano che mi ha preceduto», ha precisato Giuli nel rispondere all'interrogazione di Iv: le nomine sono state effettuate dall'ex ministro poco prima di dimettersi, una scelta che il deputato Iv Davide Faraone aveva trovato «irrispettosa» nei confronti del suo successore. Giuli nega di essersi sentito offeso, ma precisa: «È proprio tale rispetto che mi induce a dirvi che a poche ore dal mio insediamento mi sono posto alcuni interrogativi che voi mi avete rivolto, traendone conclusioni differenti. Posso anticipare che la Commissione è oggetto di una mia attenta verifica e revisione», ha aggiunto.
