Giusto o sbagliato chiedere quei 13 miliardi di euro a Apple per ripagare le tasse inevase in Irlanda grazie a un accordo fiscale col Paese che è rimasto in essere dal 2003 al 2014? La domanda è di dieci anni fa, oggi - 10 settembre - abbiamo avuto una risposta definitiva, che mette fine a una delle più lunghe battaglie legali tra la Commissione europea e la società di Cupertino. La parola alla Corte di Giustizia europea, che ha di fatto dato ragione all'Antitrust guidato da Margrethe Vestager. Il trattamento fiscale che l'Irlanda ha riservato a Apple per anni è un trattamento illegale e dunque quei 13 miliardi di euro devono essere pagati. «Questo caso non ha mai riguardato la quantità di tasse che paghiamo, ma il governo a cui siamo tenuti a pagarle. Paghiamo sempre tutte le tasse che dobbiamo ovunque operiamo e non c'è mai stato un accordo speciale», risponde alla decisione l'azienda. «Apple è orgogliosa di essere un motore di crescita e innovazione in Europa e nel mondo e di essere sempre uno dei maggiori contribuenti al mondo. La Commissione europea sta cercando di cambiare retroattivamente le regole, ignorando che, come previsto dal diritto tributario internazionale, il nostro reddito era già soggetto a imposte negli Stati Uniti. Siamo delusi dalla decisione odierna, poiché in precedenza la Corte di Giustizia aveva riesaminato i fatti e annullato categoricamente il caso».