“Una delle cose che ci deve preoccupare di più è che l’Europa non c’è. L’assenza dell’Europa o la sua inconcludenza è veramente preoccupante per tutti, per l’Europa in primo luogo perché tradisce se stessa, visto che perde un’eredità straordinaria a cui diamo poco valore, 80 anni di pace. Nessuna generazione ha mai avuto in Europa ottant’anni di pace come l’abbiamo avuta noi. E non abbiamo fatto la manutenzione, abbiamo sempre pensato che tanto la pace c’era“. Sono le parole pronunciate dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, al Festival della Politica di Mestre, durante un dialogo sui conflitti nel mondo e in particolare sulla guerra tra Russia e Ucraina con il filosofo Massimo Cacciari.
“C’è un gap di ragione in giro – osserva il porporato – ma perché non ragioniamo? È una follia non rendersi conto che non ci saranno conseguenze in una guerra. C’è una corsa al riarmo ma non c’è nessuna corsa per ridare all’Europa capacità, forza, potere, credibilità. Eppure l’articolo 11 della nostra Costituzione è straordinario, c’è poco da fare: non solo c’è il ripudio della guerra, ma anche la volontà di pensare il modo con cui risolvere i conflitti. Non con la violenza, non con la guerra, non con la logica del più forte, ma con il diritto“.
