Alcune migliaia di persone hanno partecipato nel pomeriggio al Gay Pride di Belgrado, svoltosi in un clima di festa e senza incidenti.

Con una massiccia presenza di agenti di polizia in assetto antisommossa, il corteo arcobaleno ha attraversato il centro della capitale, passando davanti alla sede del governo e al parlamento per confluire in un grande parco dove un concerto ha posto fine alla manifestazione.

Tra musica, palloncini colorati e bandiere del movimento Lbgti, i partecipanti hanno ribadito le richieste avanzate da anni: la fine delle discriminazioni e dell'odio contro i gay, una legge sulle unioni omosessuali, una pronta e dura reazione delle autorità ai tanti episodi di violenza contro persone con diverso orientamento sessuale.

"L'amore vince", "Noi siamo essenziali", "L'omofobia è così noiosa", sono alcuni degli slogan su cartelli e striscioni mostrati dai manifestanti.

insieme ai quali vi erano in segno di soldarietà quattro ministri del governo serbo - Tanja Miscevic (integrazione europea), Jelena Begovic (scienza e tecnologia), Tatjana Macura (protezione donne), Tomislav Zigmanov (diritti umani e delle minoranze).