“Quando si sono addormentati sono sceso, ho preso una maglietta nera e l’ho divisa a metà per impugnare il coltello, perché avevo intenzione di pulire il coltello per fare incolpare altri”. Inizia così il film della strage di Paderno nel racconto del 17enne che ha confessato l’omicidio di padre, madre e fratellino di 12 anni con cui, dopo la festa di compleanno del padre, aveva giocato alla Playstation. Il primo a essere colpito con decine di coltellate delle 68 in totale inferte alle tre vittime è stato il 12enne. Poi il 17enne si è diretto “in camera dei miei genitori”. Loro, ha proseguito, “hanno acceso la luce, io ero davanti a loro con il coltello in mano. Loro mi hanno detto di stare calmo, sono venuti in camera con me e lì li ho aggrediti”.
“È stata la sera della festa che ho pensato di farlo, non avevo ancora ideato questo piano, però avevo pensato di usare comunque il coltello perché era l’unica arma che avevo a disposizione in casa. Se ci avessi pensato di più non l’avrei mai fatto, perché è una cosa assurda”. Che al momento costa al ragazzo, studente di liceo che aveva rimediato un debito in matematica, un’accusa di triplice omicidio premeditato e per cui il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo sottolineando la “singolare ferocia”.
