Serve cooperazione, perché "nessun Paese può pensare di risolvere da solo le questioni globali connesse alla crescita economica, alle sfide delle migrazioni o a quelle sempre più complesse dell'intelligenza artificiale e della sicurezza cibernetica".
E servono "soluzioni che devono essere accompagnate da un alto grado di esigente legittimazione democratica, di condivisione e comprensione da parte dei cittadini".
Sono due passaggi chiave dell'intervento con cui Sergio Mattarella ha inaugurato il G7 dei Parlamenti in scena a Verona, un summit da cui deve partire "una spinta importante verso un futuro di pace", come si è augurato il presidente della Camera Lorenzo Fontana prima di accogliere i colleghi.
In attesa della giornata clou, con gli interventi della premier Giorgia Meloni e della presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola al Palazzo del Podestà, intanto nella sala del Museo di Castelvecchio il capo dello Stato (accolto anche dal governatore veneto Luca Zaia, dal sindaco di Verona Damiano Tommasi e dal presidente della Provincia Flavio Pasini) sottolinea il ruolo delle istituzioni parlamentari come "origine e tutela" dei valori di democrazia, libertà e pace.
Nuove sfide impongono nuovi strumenti, è la tesi di Mattarella, che esorta a cercare soluzioni "alla luce dei diritti propri alla dignità di ogni persona e di tutti i popoli". Una citazione di David Sassoli gli serve poi a ricordare che "la democrazia è fatica di ogni giorno e nessuno meglio di chi opera nei Parlamenti ne è consapevole e sa che questo è un compito ineludibile di lealtà verso i propri concittadini".
