E’ recente la notizia che Mario Draghi, il responsabile numero uno della “privatizzazione” dell’immenso patrimonio industriale italiano, che ha arricchito la finanza straniera e ha reso povero il popolo italiano, ha scritto nel suo “Rapporto sulla competitività della Ue” che l’industria militare europea deve avere accesso ai fondi pubblici dell’Unione, sollecitando, a tal fine, la creazione di una “Autorità per l’industria della difesa”, ai fini della gestione centralizzata degli appalti dei vari Paesi dell’Unione Europea. Altra eclatante e molto preoccupante notizia, che arriva dopo l’affermazione dell’estrema destra in Francia nelle ultime elezioni politiche, è la schiacciante vittoria della destra estrema nelle elezioni regionali dei Lander tedeschi di Turingia e Sassonia.

Questi due fatti hanno, a mio avviso, una causa comune: la “situazione economica fallimentare” prodotta dalla diffusione nell’occidente, e specialmente in Europa e in Italia, del sistema economico predatorio del neoliberismo, che, puntando sul principio fondamentale della “concorrenza”, e producendo di conseguenza l’accentramento della ricchezza nella finanza (che non investe in imprese produttive, ma scommette su titoli e prodotti finanziari), ha prodotto disoccupazione, povertà e diminuzione generalizzata dei redditi. In Italia il reddito delle famiglie è vistosamente diminuito e si attesta a oltre sei punti al di sotto di quello del 2008 (l’anno della grande crisi), mentre il reddito disponibile in Italia risulta inferiore di oltre 17 punti rispetto alla media europea (dati Istat). Paesi come la Germania sono addirittura in recessione.