Dopo mesi di trucchi e intrighi, il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha tirato fuori dal suo cappello, che aspira ad essere corona regia, un logoro pupazzo: Michel Barnier.
Dopo aver rifiutato di affidare il governo alla sinistra del Nuovo Fronte Popolare, perché non avrebbe una maggioranza sicura pur partendo da quasi 200 parlamentari su 577, Macron ha affidato l’incarico a Barnier, che fa parte di un gruppo di destra che conta appena 39 eletti. Questo disprezzo ipocrita e truffaldino del senso profondo della democrazia è la caratteristica di fondo del presidente francese e della sua politica.
La Francia chiede un cambiamento, ma Macron sceglie come premier il dinosauro (ed ex consigliere di Sarkozy) Michel Barnier
Macron ha potuto eleggere i suoi parlamentari grazie alla desistenza a loro favore della sinistra, compresa la France Insoumise di Jean Luc Melenchon, per sconfiggere il neofascismo di Marine Le Pen; è bene sottolineare che in Francia chiamano ancora i fascisti con il loro nome.
Poi però, un minuto dopo il voto, il baro ha cercato l’appoggio della destra, di tutta la destra, per un suo governo. Invece che il fronte comune contro la destra reazionaria, Macron invocava l’unione di tutti contro la sinistra popolare e pacifista. Però questa manovra non gli è riuscita, a sinistra socialisti e verdi hanno retto alle lusinghe della rottura con Mélenchon, a destra Le Pen, pur tentata dal fronte reazionario, lo ha ritenuto prematuro. Per tutti ha contato il disprezzo e a volte il vero e proprio odio che l’80% del popolo francese riserva per il presidente.
