Il bavaglio alla cronaca giudiziaria sta per diventare legge. Come anticipato dal Fatto, nel Consiglio dei ministri di mercoledì – il primo dopo la pausa estiva – il governo ha varato lo schema di decreto legislativo che esercita la delega a vietare la pubblicazione testuale delle ordinanze di arresto, inserita da un emendamento del deputato di Azione Enrico Costa nella legge di delegazione europea per il 2024 (il provvedimento con cui l’Italia si adegua al diritto Ue). Come previsto dalla delega, l’articolo 114 del codice di procedura penale sul “divieto di pubblicazione di atti e immagini” viene modificato cancellando l’inciso al comma 2, inserito nel 2017 dalla riforma Orlando, che esclude l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari dagli atti di cui è vietata la pubblicazione tra virgolette fino alla fine delle indagini preliminari, sebbene non più coperti da segreto (perché notificati alle parti). Rimane invece consentito, in base al comma 7, pubblicare il “contenuto” dell’atto, cioè la sintesi parafrasata da chi scrive. Lo schema del provvedimento sarà ora trasmesso alle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, che dovranno esprimere un parere entro sessanta giorni, dopodiché tornerà in Cdm per l’approvazione definitiva, in seguito alla quale diventerà legge. Le conseguenze? Per fare un esempio pratico, se il testo fosse già stato in vigore negli scorsi mesi, sarebbe stato un reato pubblicare i dialoghi intercettati che hanno portato all’arresto per corruzione del governatore della Liguria Giovanni Toti.
Il Consiglio dei ministri vara il bavaglio Costa: verso divieto di pubblicare ordinanze d'arresto - Il Fatto Quotidiano
Il bavaglio alla cronaca giudiziaria sta per diventare legge: arriva l'ok del Consiglio dei ministri
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