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Raffele Fitto bipartisan? Sembra di sì. Giorgia Meloni ha ufficializzato la scelta, Elly Schlein tace e storce la bocca ma nel Pd c’è chi esplicita il consenso e assicura che il viatico per l’Europa può avvenire col placet dell’opposizione. Una scelta sensata poiché a Bruxelles ci sono da difendere non gli interessi di parte ma quelli dell’Italia. E’ ovvio che nella campagna elettorale permanente su cui la politica si è ormai adagiata qualche bordata venga lanciata dai contestatori del governo, spesso in lotta tra loro per apparire, ma gli apprezzamenti dal campo piddino accrescono indubbiamente il biglietto da visita che Fitto può esibire in ambito Ue.
A promuovere l’embrassons nous tra Fitto e il Pd è un pugliese come lui, l’ex sindaco di Bari, Antonio Decaro, ora europarlamentare, quindi tutti e due avranno le mani in pasta in Ue e si preannuncia un inedito tandem, una sorta di patto di mutuo soccorso, ciò di cui c’è bisogno in un’Europa in cui i due Paesi protagonisti, Germania e Francia, guardano con occhio critico all’Italia governata da una coalizione di cui fanno parte antieuropeisti come Salvini e Vannacci.
Fitto e Decaro sono sempre andati a braccetto nonostante le sponde politiche divergenti
