Ed ora arriva anche l’idea di una raccolta firme per sciogliere l’Anpi, puntualmente rilanciata da Nicola Porro. Si tratta di una ritorsione contro la richiesta di sciogliere le organizzazioni neofasciste. Naturalmente si ignora, anzi si finge di ignorare che le organizzazioni “nere” sono vietate dalla Costituzione e dalle leggi che portano il nome di moderatissimi ministri democristiani come Mario Scelba, un feroce anticomunista, e di Nicola Mancino.
La stessa Costituzione è radicalmente antifascista perché alla su stesura parteciparono anche i comunisti, mentre i fascisti stavano a Salò, alleati dei nazisti assassini e rastrellatori di ebrei e di patrioti italiani, tra loro il nume tutelare di Giorgia Meloni, Giorgio Almirante.
Il sindacato dei magistrati replica a Meloni: “Il caso della sorella della premier? Presunto complotto che serve a delegittimare i giudici”
Naturalmente la petizione non avrebbe effetto alcuno, ma serve a segnalare la direzione di marcia, verso una controriforma costituzionale che equipari fascisti e antifascisti e apra la strada ad un presidenzialismo senza controlli, secondo il modello già indicato da Licio Gelli e dalla sua loggia.
Questo intendono quando parlano di cambio della narrazione: l’equivalenza tra boia e vittime, la riscrittura della storia e delle sentenze, l’inversione dei ruoli non solo tra fascisti e antifascisti, ma anche tra mafiosi e antimafiosi, tra stragisti e vittime…
