È arrivato in Israele per promuovere l’accordo per il cessate il fuoco a Gaza, chiarendo immediatamente che gli attuali colloqui “potrebbero essere l’ultima possibilità per una tregua” nella Striscia. Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, fa appello ad Hamas e a Israele di non “far deragliare” gli sforzi: “Questo è un momento decisivo, probabilmente la migliore, forse l’ultima, opportunità per riportare a casa gli ostaggi, per ottenere un cessate il fuoco e per mettere tutti sulla strada migliore per una pace e una sicurezza durature”, ha detto Blinken incontrando il presidente israeliano Isaac Herzog.
Tra case civili bombardate, morti, sfollati e feriti, l’accordo sul cessate il fuoco sembra essere ancora molto lontano. Quello di Blinken è il nono viaggio nella regione da quando è scoppiata la guerra tra Israele e Hamas. La sua presenza in Medio Oriente è stata possibile, dopo giorni di rinvii, perché al momento Iran e Hezbollah stanno tenendo in freddo la vendetta contro Israele. In attesa di incontrare il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il segretario di Stato Usa nelle sue dichiarazioni non ha attribuito ad Hamas la responsabilità del fatto che non ci sia ancora un accordo: “È tempo che venga fatto. È anche tempo di assicurarci che nessuno prenda misure che potrebbero far deragliare questo processo. Quindi stiamo cercando di assicurarci che non ci sia un’escalation, che non ci siano provocazioni, che non ci siano azioni che in qualche modo potrebbero allontanarci dal portare a termine questo accordo o che portino un’escalation del conflitto in altri luoghi e con maggiore intensità”, ha detto Blinken. Il capo della diplomazia Usa prova così a dare una spinta per il raggiungimento di un accordo per cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi. Tutto questo mentre dagli Usa il presidente Joe Biden parla di una “tregua ancora possibile” e la sua vice Kamala Harris – candidata dem alle presidenziali – assicura: “Noi non ci arrendiamo, continuiamo a lavorare duro”.
