Care lettrici e cari lettori, a settembre il Fatto Quotidiano compirà 15 anni e noi spegneremo le candeline festeggiando, come ogni anno, con la nostra tre giorni alla Casa del Jazz di Roma nei giorni 6-7-8 settembre. Siamo cresciuti molto e continuiamo a farlo: a mesi siamo fra i pochissimi organi di informazione che anziché il segno “meno” hanno il segno “più” nella diffusione e nelle copie vendute in edicola e in digitale e tutto questo senza nessun finanziamento pubblico, anzi forse proprio perché non abbiamo finanziamenti pubblici. Tutto grazie a voi, una comunità di lettori che non ci ha mai abbandonato.

La nostra bussola, dal primo giorno, è il giornalismo di inchiesta, indipendente da ogni potere. Abbiamo pagato un prezzo togliendoci grandi soddisfazioni. Nell’ultimo anno abbiamo svelato gli scandali di Lollobrigida che ferma i treni, di Santanchè che frega i suoi dipendenti e lo Stato, di Sgarbi che traffica i quadri e si fa pagare da privati da sottosegretario, di Crosetto nell’attico gratis, gli affari di Renzi con regimi esteri, le imprese del profumatissimo Piero Fassino nel duty free dell’aeroporto.

E qualche battaglia l’abbiamo pure vinta: come le dimissioni di Sgarbi. Oppure la liberazione di Jualian Assange, naturalmente insieme a un movimento mondiale di solidarietà e di pressione. Ma siamo pronti a nuove lotte, come il referendum contro l’autonomia differenziata, contro il premierato e se ci si arriverà sciaguratamente alla separazione delle carriere dei magistrati.