Le ferie si avviano alla conclusione, e già si ha l’impressione che il Natale sia dietro l’angolo, o meglio: che arrivi sempre prima. Un nuovo studio fornisce la spiegazione, legata a una concezione distorta del tempo ma comune a tutte le culture. Sarà che l’anno scorso, in alcune località della costa adriatica, si sono presentati dei Babbi Natale nel bel mezzo di agosto, pronti anche a tuffarsi in mare; sarà che si sta diffondendo il trend del panettone sotto l’ombrellone (nel quale il celebre dolce natalizio perde uvetta e canditi a favore di ingredienti come pesca, albicocca, mango, ananas o limone di Sorrento), fatto sta che ormai da tempo sembra di sentire le zampogne in spiaggia. Del resto, con settembre si rientra in un periodo scolastico e lavorativo talmente intenso che di impegni che sembra davvero che il tempo voli e che occorra farsi trovare pronti per la grande festa.
Vanno in questa direzione i risultati di un’indagine dello scorso anno, curata da Astra Ricerche – Magico Paese di Natale e da cui emerse che oltre il 40% del campione intervistato anticipava sempre di più i preparativi, qualcuno addirittura già a fine ferie. Secondo il sondaggio, un italiano su 3 partiva già a settembre-ottobre. Risultati simili emergono da indagini condotte in altre nazioni.
