Unicredit ha chiuso il secondo trimestre dell'anno con un utile netto di 2,7 miliardi di euro, rialzo del 16% sullo stesso periodo del 2023 e superiore alle attese degli analisti, ferme a 2,35 miliardi di euro. I ricavi, si legge in una nota, sono saliti del 6% a 6,3 miliardi permettendo alla banca di migliorare a "oltre 23 miliardi di euro" la guidance sui ricavi per l'esercizio 2024 e a "oltre 350 punti base" quella sulla generazione organica di capitale mentre è stata confermata a "oltre 8,5 miliardi" quella sull'utile netto.

Nel confermare la guidance sull'utile 2024 Unicredit sottolinea di disporre di "una certa flessibilità a garanzia del 2025 e del 2026" e riafferma la "convinzione" di poter garantire "un rote elevato e sostenibile superiore al 15%" e "una forte crescita" dell'utile e del dividendo per azione. Confermata anche la guidance sulla distribuzione sul 2024, "in linea" con il 2023, come pure la restituzione nel corso dell'anno, tra dividendi e buyback, di 10 miliardi di euro ai soci.

Alla crescita dei ricavi trimestrali hanno contribuito sia il margine di interesse, salito del 2% a 3,6 miliardi, che l'aumento a doppia cifra (+10%) delle commissioni, salite a 2,1 miliardi di euro. Il rapporto tra costi e ricavi è migliorato di 2,9 punti percentuali, scendendo al 36,3%, per effetto di una "una costante riduzione della base dei costi", in calo dell'1,7% a 2,3 miliardi, mentre il rapporto tra crediti deteriorati lordi e crediti lordi totali è ulteriormente diminuito al 2,6% con un costo del rischio ancora basso e stabile, pari a 1 punto base, con solo 15 milioni di perdite su crediti, mantenendo circa 1,7 miliardi di overlay.