“Cerchiamo di tornare alle nostre radici storiche, alle radici della Repubblica, che è nata da una rivoluzione e dal motto Libertè Egalitè Fraternitè“, esorta Francois Ruffin, deputato rieletto, astro nascente e battitore libero della sinistra francese. Il contesto in cui avviene la conversazione è particolare e indicativo: una festa “delle mille Bastiglie” nel quartiere popolare, oasi di sinistra, di Amiens Nord. I bambini col cappello ritagliato alla frigia, su tessuti africani, abbattono una Bastiglia di cartone. La festa ovviamente è multietnica. Ruffin ha vinto il suo collegio grazie a questo elettorato, a molti giovani, e ai ceti medi progressisti.

“Resta la preoccupazione, anzi il dolore, di constatare che operai e contadini votano per Bardella e Le Pen”. Ci sono due facce della medaglia, in questo collegio come in moltissimi altri in tutta la Francia. La medaglia è quella della straordinaria mobilitazione, della scesa in campo di migliaia di persone, soprattutto giovani, che non avevano mai fatto militanza di tipo politico elettorale, e che si sono invece per la prima volta spesi per votare contro il Rassemblement National.

Per la Francia un mese lungo un anno: così noi giovani attivisti abbiamo respinto la destra