Va male il Sud, ma per la prima volta anche al Nord cala, alla scuola secondaria, la percentuale degli studenti con risultati “almeno adeguati” in italiano e in matematica. Non solo. Dopo il Covid, a parte l’ultimo anno delle superiori, non ci sono segnali di miglioramento: fin dalla primaria dal 2022 continua a diminuire la quota di alunni che raggiungono almeno la fascia base nelle due discipline citate. E nel Sud e isole (Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), alle medie, in matematica, solo quattro studenti su dieci riescono ad avere competenze di base. A lanciare l’allarme è l’Invalsi, istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione che l’11 luglio presenta alla Camera i dati della somministrazione dei test 2024 costata 4,6 milioni di euro (300mila euro in meno rispetto all’anno precedente).
Nemmeno il consueto ottimismo del presidente Roberto Ricci è riuscito a celare la preoccupazione degli stessi ricercatori: “Nelle regioni della macro-area del Meridione permane la forbice con il Settentrione, ma esistono divari territoriali rilevanti anche in quelle che definiamo le aree più “forti”, il Nord e il Centro. Andrebbero osservati i dati comune per comune. Nella nostra Scuola cambia molto essere inseriti in una classe o in un’altra anche in un paese, in una città del Nord”.
