“Giorgia Meloni al vertice Nato ha ribadito che l’Italia terrà fede ai suoi impegni nello spendere il 2% del Pil per la difesa? Qua c’è tutta la Meloni, e cioè la Meloni atlantista, che si accredita nei confronti degli Usa e chiede il riarmo. E poi c’è la Meloni che nel suo paese applica la visione di una destra pasticciona, corporativa, antimodernista, che va a braccetto coi poteri forti“. Così l’ex ministra della Sanità Rosy Bindi, ospite della trasmissione In Onda (La7), stronca la decisione del governo Meloni di aumentare le spese militari al fine di avvicinarsi all’obiettivo del 2% del Pil stabilito dalla Nato. A questo si aggiunge l’impegno da parte dell’esecutivo di inviare 1,7 miliardi di dollari di nuovi aiuti militari all’Ucraina.
Bindi ricorda che le priorità italiane dovrebbero essere altre, come la sanità, i bassi salari e la scuola. E a Luca Telese, che le chiede se possiamo dire no a una richiesta della Nato ricordando che anche lei è stata al governo, l’ex presidente della Commissione Antimafia risponde: “Sì, sono stata al governo, ma da questo punto di vista non so se definirmi mosca bianca o pecora nera. Ho la mia storia, io mi dissociai anche dall’intervento militare nella ex Jugoslavia. Rendiamoci conto di una cosa: il primo che è andato a parlare con Putin è stato Orban, e ci è andato perché è putiniano, non certo per la pace. Ma quelli che vogliono davvero la pace continuano ad armarsi o danno il via a un tavolo di trattative?”.
