Il risultato del secondo turno delle legislative in Francia, con la sconfitta del Rassemblement National di Marine Le Pen arrivato terzo dopo il fronte delle sinistre e dopo la coalizione liberademocratica del presidente Emmanuel Macron, ha legittimamente galvanizzato il Pd e il costituendo centrosinistra o fronte progressista che dir si voglia nostrano: la destra sovranista si può battere tutti insieme, è il messaggio rilanciato dalla segretaria dem Elly Schlein e anche dagli altri leader delle opposizioni. Insomma, il motto “testardamente unitari” della giovane leader del Pd sembra più che mai l’unica strada possibile per costruire un’alternativa al governo Meloni in vista delle prossime elezioni politiche.

Il “fronte popolare” nostrano festeggia la sconfitta di Le Pen...

Una sorta di prova di un “fronte popolare” nostrano è in effetti andato in scena nei giorni scorsi in almeno un paio di occasioni: a Bologna al convegno dell’Anpi e a Roma con la grande foto di gruppo nel giorno del deposito in Cassazione del quesito referendario per l’abrogazione del Ddl Calderoli sull’autonomia differenziata: dal leader della Cgil Maurizio Landini a quello del M5s Giuseppe Conte, entrambi contrari all’invio di armi all’Ucraina, ai leader di Alleanza Verdi Sinistra Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli; dal segretario di Più Europa Riccardo Magi alla plenipotenziaria renziana Maria Elena Boschi, ovviamente fieramente atlantisti e anti-Putin.