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Arginati Marine Le Pen, Jordan Bardella e il Rassemblement national, finito terzo nel secondo turno delle elezioni legislative francesi di domenica 7 luglio, a distanza dal Nouveau front popular di Jean Luc Mélenchon e dal macroniano Renaissance, il presidente francese Emmanuel Macron ha respinto le dimissioni persentate dal premier Gabriel Attal e lo ha confermato al suo posto, almeno fino alla fine dell'Olimpiade parigina che comincerà il 26 luglio prossimo e terminerà l'11 agosto. Un periodo certo non sufficiente per condurre in porto le trattative per la formazione del governo, davvero complesse sia per la forza parlamentare di Fnp, che ha ottenuto 182 seggi ed è a sorpresa il primo schieramento politico transalpino, sia di Renaissance, che disporrà di 168 posti nell'assemblea legislativa, sia di Rn, con 143 seggi, che ha fallito l'obiettivo di diventare il partito di maggioranza relativa. Quarti i Repubblicani con 39 seggi. Certo è che mentre Le Pen e Bardella si leccano le ferite e cercano di accontentarsi di un risultato che li ha visti crescere per numero di parlamentari, ma non quanto si aspettavano, Macron è rimasto al centro della scena politica e ha dimostrato ancora una volta di essere il croupier che dà le carte e detta le regole. Il numero uno dell'Eliseo ha chiarito che la permanenza di Attal al suo posto servirà a dare stabilità al paese. La ritrovata centralità del presidente francese e del suo partito ha rincuorato anche l'inquilino della Casa bianca, Joe Biden, sotto assedio per convincerlo a cedere il posto di candidato dem ad altri esponenti Democratici. Il presidente degli Usa ha dichiarato che «la Francia ha rifiutato l'estremismo e anche gli Usa lo rifiuteranno», ha detto a proposito delle presidenziali di novembre.