di Gennaro Siciliano
Era il 25 ottobre 2021 e nella solitudine della mia cameretta sentivo forte l’urgenza di scrivere quattro parole in questo blog che così carinamente ospita le opinioni di noi orgogliosi e fieri sostenitori del Fatto. Erano quattro paroline in croce sull’opportunità non solo di eleggere il compianto Silvio Berlusconi a Presidente della Repubblica, ma anche di proporre la sua candidatura e addirittura di pensarla come realmente possibile. Oggi quell’urgenza si è ripresentata in me. È viva. La percepisco nella pancia, lì dove risiedono i nostri più profondi sentimenti. D’altronde, l’intestino è il nostro secondo cervello, come ci insegnano i gastroenterologi.
Ma questo mio turbamento si manifesta non perché io sia emblema di purezza, un candido uomo che nonostante si avvicini speditamente alla mezza età, sia portatore di quel candore che si attribuisce solo alle creature che dimorano nel paradiso terrestre. Tutt’altro. Proprio perché penso di essere uno che “ne combina più di Bertoldo”, mi rendo conto di quanto sia sempre più necessario che a rappresentarci invece nelle istituzioni, non ci siano persone come me, ma bensì persone di molto migliori di noi. Più capaci, più colti, intellettualmente onesti, coerenti rispetto a ciò che dicono e che poi fanno, esempi di affidabilità e rettitudine. Con una forte morale che muove la propria azione al servizio della gente.
