La prima sfida è stata vinta. La democrazia illiberale del Rassemblement national, che già prometteva di erodere le istituzioni della République e il loro ruolo, è stata fermata, per ora. Il Partito ha ottenuto 11 milioni di voti al primo turno, ed è la prima singola forza politica, ma si è fermato a 143 deputati, insieme agli alleati, i Républicains di Ciotti, di fatto fuoriusciti dal partito. Non è certo una sconfitta definitiva – «La vittoria è solo rinviata», ha avvertito Marine Le Pen – ma al momento il problema è stato superato.
La seconda sfida: chi guida il Governo?
Resta la seconda sfida, quella di creare non semplicemente un “campo repubblicano”, ma un governo che da quell’area politica sia sostenuto. In buona sostanza si tratta di isolare la democrazia radicale della France Insoumise di Mélenchon. Questo obiettivo è ora diventato più difficile. Perché, a sorpresa, il Nouveau Front Populaire non è rimasto il secondo partito, ma è diventato addirittura il primo e da subito, sia pure nell’entusiasmo della vittoria, ha rivendicato il diritto di formare un governo. Il primo a farlo, non a caso – tenuto conto della sua abilità politica – è stato proprio Mélenchon che non vuole restare isolato ma, allo stesso tempo, non vuole fare troppi compromessi sul suo programma.
