Ritorno al futuro sulla ruota di Londra.

Se in Europa continentale c'è chi guarda a destra, l'isola della Brexit sterza stavolta in direzione opposta: verso il centro se non proprio a sinistra, tornando ad affidarsi mani e piedi al Labour - sotto la leadership moderata di sir Keir Starmer - dopo 14 anni di governi e convulsioni Tory. "Io servirò ciascuno di voi, che mi abbiate votato o no. Il Paese ha votato per il cambiamento" ha detto il leader laburista nel suo discorso di vittoria come deputato nel collegio londinese di Holborn e St Pancras, dove è stato con oltre 18.000 suffragi e con oltre 11.000 voti di vantaggio sul secondo candidato.

Una proiezione della Bbc, sulla base dei risultati reali che stanno affluendo, rivede leggermente le previsioni degli exit poll sull'assegnazione dei seggi nell'ambito delle elezioni britanniche. La maggioranza laburista viene ridotta nelle aspettative da 410 a 405 seggi, mentre ai conservatori di Rishi Sunak vengono attribuiti ora 154 possibili deputati (invece dei 131 previsti dagli exit poll): che sarebbe comunque il minimo storico, peggio dei 156 del 1906).

Il balzo dei liberaldemocratici viene pure lievemente ridimensionato, da 61 a 54 seggi previsti, mentre alla destra populista di Reform UK vengono accreditati 4 seggi certi invece di 13. In termini di voto proporzionale Reform tuttavia sembra sfondare, stando a queste proiezioni indicative, con quasi il doppio dei voti dei LibDem e pochi punti di svantaggio dai Tory.