E’ partita da Torino la prima class action europea in campo sanitario: nel mirino ci sono alcuni prodotti di Philips per la terapia respiratoria e del sonno. Il ricorso è stato presentato al tribunale di Milano dalla Global Justice Network, una coalizione di avvocati, per conto degli utenti europei danneggiati da difetti riscontrati nei respiratori a pressione positiva continua delle vie aeree (Cpap) e nei ventilatori meccanici salvavita. Più di venti avvocati di quindici diversi studi legali sono coinvolti nel contenzioso in Europa. Inoltre sono stati inoltre ingaggiati otto esperti in diverse aree scientifiche. I ricorrenti di diversi Stati membri dell’Unione europea sono i rappresentati nominati della class action, compresi i parenti di persone decedute per cancro ai polmoni.

I dispositivi – Le Cpap sono macchinari che utilizzano la pressione dell’aria per mantenere aperte le vie respiratorie durante il sonno e sono indirizzati ai pazienti affetti da apnee notturne. I ventilatori meccanici salvavita sono usati nelle unità di terapia intensiva e nell’assistenza domiciliare. Durante il Covid i dispositivi erano stati consegnati e successivamente ritirati dal commercio perché ritenuti potenzialmente nocivi: usavano una schiuma a base di materiali che, con il calore o la pressione, si frantumavano in microparticelle cancerogene una volta inalate. La Philips era stata poi condannata, nel 2023, a riparare o sostituire alcuni dei dispositivi, con una penale di 20mila euro per ogni giorno di ritardo.