La Gran Bretagna andrà al voto domani, 4 luglio. Tra meno di 48 ore a Downing Street potrebbe insediarsi un nuovo primo ministro: Sir Keir Starmer, leader del partito laburista. Così sembrano indicare tutti i sondaggi, che danno i laburisti in forte vantaggio sui conservatori, al potere da 14 anni. Sei settimane di campagna elettorale, dibattiti dal vivo in tv, attacchi personali e messaggi sui social media non hanno minimamente colmato il divario di circa 20 punti che separa i due partiti principali: 40% per il Labour e 20% per i Tories.
Il premier Rishi Sunak, che aveva sorpreso tutti, suoi ministri compresi, quando aveva annunciato le elezioni per il 4 luglio invece che in autunno come previsto, sembra destinato a perdere la scommessa più ardita della sua breve carriera politica.
«Queste elezioni non sono un referendum sul passato, ma sono un voto per il futuro», ha detto e ribadito Sunak. Difficile però per lui prendere le distanze dai 14 anni di Governo conservatore e soprattutto dal caos politico e dal declino economico dell’ultima legislatura. I Tories hanno avuto cinque primi ministri in otto anni, tre dei quali nello spazio di pochi mesi, oltre a una girandola di ministri.
I momenti di svolta degli ultimi 5 anni
