"Sono nel letto, ho avuto un mezzo infarto. Dov’è Giacomo? Non lo so davvero". Sono le parole di Adelio Bozzoli, il padre di Giacomo, l’uomo condannato all'ergastolo per la morte dello zio Mario nel 2015 e svanito nel nulla dopo la sentenza della Cassazione che ha reso definitiva la condanna.

Il padre – raggiunto al telefono dall’Ansa – ha detto di non sapere nulla sul figlio, 39enne, che risulta essersi connesso a WhatsApp l'ultima volta la notte del 24 giugno scorso: due giorni fa, quando i carabinieri sono arrivati a casa sua per portarlo in carcere, di Bozzoli, della sua compagna e del figlio di nove anni non c’era più traccia.

Le ricerche di Bozzoli sono serrate e, tra le ipotesi avanzate in procura a Brescia, c’è quella di una fuga appena fuori dai confini italiani organizzata nei giorni precedenti alla data fissata per la sentenza definitiva.

L'ex imprenditore non aveva restrizioni nella sua libertà di movimento e sarebbe scappato qualche giorno prima della sentenza della Cassazione che ha confermato le condanne in primo e secondo grado nell'ambito di un procedimento indiziario e travagliato, passato anche attraverso una richiesta di archiviazione della Procura con successiva avocazione della Procura Generale e riapertura del caso. Nelle prossime ore, dopo la dichiarazione della latitanza, si dovrebbe arrivare all'emissione di in mandato di arresto europeo.