Seduti in centro a Tortona si aspetta il passaggio della terza tappa del Tour de France partita da Piacenza. A farci compagnia Fausto Coppi, Luigi Malabrocca e Giovanni Cuniolo, che sono disegnati sulla panchina in centro. Coppi, il Campionissimo per cui il Tour sta passando da queste parti, il talento più puro di sempre espresso dal ciclismo italiano, e la maglia nera Malabrocca sono nati a pochi chilometri di distanza ed erano amici. Malabrocca non capì subito la classe del collega e lo prendeva in giro come fosse uno che valesse poco. Ma si stimavano, anzi Coppi più volte lo ha aiutato prestandogli qualche attrezzo per la bici. Chiamava Malabarocca “il cinese”, per via degli occhi a mo’ di fessura. Malabrocca era nato povero e ambiva all’ultimo posto in classica per poter sbarcare il lunario. Con Carollo, il vicentino suo rivale massimo per la maglia nera al Giro non al Tour, non si sono mai potuti incontrare nuovamente in tarda età. Che peccato. Luigi non ha mai fatto un Tour ma “ha illuminato Parigi”, come scrisse l’Equipe nel 1946 dopo la vittoria della Parigi-Nantes. Qui a Tortona, dove ancora non è chiarito dove si trovasse precisamente la sua casa natale, c’è una sezione Fiab a nome Malabrocca. La nipote Serena porta avanti lo spirito e la filosofia dello zio con spettacoli teatrali e artistici che hanno il motto di “Siamo tutti Malabrocca”. Come a dire anche l’ultimo ha la sua dignità, perché sempre primi non si può arrivare. Lo sloveno Pogacar, già in giallo da ieri, il Merckx dei nostri giorni potrebbe eccepire. Sembra davvero imbattibile.