Cruciale vertice di famiglia a Camp David per Joe Biden.

Quello che era stato programmato da tempo come una lieta occasione per una foto di gruppo del clan e un weekend spensierato con figli e nipoti nella residenza presidenziale di campagna in vista della festa dell'indipendenza del 4 luglio, si è trasformato in un difficile momento di discussione e riflessione sul suo futuro dopo la debacle nel duello tv con Donald Trump.

Nonostante la proclamata volontà di non gettare la spugna e il rinnovato appoggio dei leader dem, il commander in chief deve fare i conti con le crescenti pressioni esterne ed interne: i numerosi appelli di autorevoli media per il suo ritiro, i timori (per ora in gran parte espressi privatamente) di una fetta del partito di perdere non solo la Casa Bianca ma anche il Congresso, i dubbi di molti donatori - da Hollywood alla Silicon Valley - anche se finora nessuno ha chiuso i rubinetti (oltre 27 milioni di dollari raccolti tra il giorno del dibattito e venerdì sera). Il tempo stringe, mancano meno di due mesi alla convention di Chicago e il 9 luglio Biden non vuole apparire un'anatra zoppa davanti ai leader europei per il summit Nato di Washington, dove tutti gli occhi e le telecamere saranno puntati nuovamente su di lui, pronti a scrutare ogni suo passo falso.