di Alessio Andreoli
Cara Giorgia, ti do del tu perché spesso ci dici che sei una di noi, una del popolo. Ho visto il filmato in cui da Bruxelles rispondi (finalmente) su Gioventù Nazionale di Fratelli d’Italia. Mi spiace ma non mi hai convinto e anche un po’ deluso, certo è doveroso che all’interno del partito vengano presi provvedimenti ed è il minimo che in una democrazia sia indispensabile fare, ma di certo non dovevi scagliarti contro il giornalismo d’inchiesta che ha permesso di scoperchiare questo vaso di Pandora.
Se, come dici non eri a conoscenza di questo mondo, come minimo avresti dovuto limitarti a ringraziare i giornalisti che ti permettono di fare un po’ di pulizia senza aggiungere altro. Io come cittadino, al contrario di te auspico che il giornalismo d’inchiesta si infiltri nelle organizzazioni politiche per raccontarci quello che succede, che questo sia a destra, a sinistra o al centro. Che si infiltrino pure nei centri sociali così come si sono infiltrati nei Giovani di Fratelli d’Italia e se scoprono che i giovani di sinistra inneggiano alle Brigate Rosse io voglio saperlo, come ho saputo dei giovani che inneggiavano al Duce e quanto altro emerso dall’inchiesta.
Ho sempre più l’impressione (forse la certezza) che sia tu, Giorgia che i tuoi colleghi di partito stiate cercando di difendere l’indifendibile, ma più grave è il fatto che ne siete consapevoli. Infatti quando Giovanni Donzelli ha recentemente dichiarato “nessuno spazio in Fratelli d’Italia per razzisti, estremisti e antisemiti” ha dimenticato di aggiungere anche “nessun spazio per i fascisti”. Come dobbiamo chiamare persone che inneggiano al Duce? La parola Duce, ovviamente riferita a Benito Mussolini, significa razzismo, estremismo e antisemitismo. Questo non lo scrivo io ma lo dice la storia d’Italia.
