Meno di un anno fa aveva minacciato di lasciare l’Italia. Ora Energean è passata ai fatti, annunciando la cessione al fondo Carlyle di tutte le attività Oil&Gas nel nostro Paese, oltre a quelle in Egitto e in Croazia, in cambio di una somma che potrebbe arrivare a 945 miliardi di dollari: tre volte il prezzo che aveva pagato nel 2020, quando se le era aggiudicate rilevando il portafoglio di esplorazione e produzione di Edison. Davvero un «fantastico affare» per la compagnia greca, come l’ha definito senza giri di parole il ceo Mathios Rigas.
Quanto all’uscita dall’Italia – dove Energean è un operatore importante, con una cinquantina di licenze e una produzione di gas superata soltanto da Eni e Shell – il manager preferisce non rispolverare le polemiche, che si erano infiammate soprattutto con la tassa sugli extraprofitti delle società energetiche: «La nostra decisione – spiega al Sole 24 Ore – dovrebbe essere vista in parallelo con la rilevante decisione di Carlyle di entrare in Italia», passo che secondo Rigas va interpretato come «un grande voto di fiducia verso questo Paese e questo settore da parte di un importante investitore Usa nel campo dell’energia».
Il colosso del private equity, sceso in campo attraverso Carlyle International Energy Partners (Ciep), ha chiarito da parte sua che non si tratta di un’operazione “mordi e fuggi”, di carattere puramente finanziario, anche se la natura stessa dell’investitore porta ad escludere un orizzonte di tempo superiore a qualche anno.
