Usura, furti, contraffazione, abusivismo: è salatissimo il costo dell’illegalità. Alle imprese italiane, denuncia Confcommercio, costa oltre 38 miliardi di euro all’anno e solo l’anno scorso ha messo a rischio ben 268 mila posti di lavoro regolari.
«L’illegalità è una subdola economia parallela che danneggia gravemente le imprese e penalizza l’occupazione. Nel 2023 - solo nel commercio e nei pubblici esercizi - è costata circa 28 miliardi di euro in perdite di fatturato – segnala il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli secondo cui “occorre diffondere la cultura della legalità e rafforzare la collaborazione con le forze dell’ordine per assicurare alle nostre imprese un mercato più sicuro, trasparente e competitivo».
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La conta dei danni
Stando ai dati elaborati dall’Ufficio studi di Confcommercio e diffusi in occasione dell’11esima edizione di “Legalità, ci piace”, nel 2023 questo fenomeno è costato alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi 38,6 miliardi di euro. In particolare, l'abusivismo commerciale costa 10,4 miliardi di euro, quello nella ristorazione pesa per 7,5 miliardi, la contraffazione per 4,8 miliardi, il taccheggio per 5,2 miliardi. Gli altri costi della criminalità (ferimenti, assicurazioni, spese difensive) ammontano a 6,9 miliardi e i costi per la cyber criminalità a 3,8 miliardi.
