di Carlotta Riti
In una Parigi ancora segnata dell’eco del secondo conflitto mondiale, il 9 maggio 1950 pose le fondamenta per il destino dell’Europa che conosciamo oggi. In questa storica data, celebrata come Giornata dell’Europa, l’allora ministro degli affari esteri francese, Robert Schumann, annunciò la sua visione di una comunità europea fondata sulla solidarietà e sulla condivisione di risorse, volta a garantire un futuro di pace e prosperità per i popoli che ne fanno parte. L’importanza di quella dichiarazione permane ancora oggi, ricordandoci di superare le barriere nazionali per abbracciare un’identità europea condivisa, fondata sui valori di libertà, democrazia e uguaglianza.
Il 9 maggio di ogni anno, oltre a commemorare la dichiarazione fondante dell’Unione Europea, riflettiamo sulle sfide in continua evoluzione che l’Europa deve affrontare.
In un mondo in costante mutamento, c’è una necessità di agire insieme in modo più efficace per affrontare sfide globali. L’Unione europea non può più permettersi di concentrarsi principalmente sui problemi interni. Dalla lotta contro il cambiamento climatico alla garanzia della sicurezza sanitaria globale, l’Europa si trova di fronte a molteplici sfide che non può affrontare da sola. Tuttavia, gli eventi recenti hanno messo in luce delle crepe nella cooperazione e nella solidarietà internazionale, minando la fiducia nei confronti di partner cruciali come l’Africa, la quale potrebbe essere una leader nelle soluzioni climatiche per il mondo intero. Quindi è necessaria una visione strategica più ampia che dovrebbe includere una strategia mirata per promuovere la prosperità del “vicinato strategico” dell’Unione – tra cui l’Africa sub-sahariana – tra le priorità assolute.
