Luca Barbareschi, ospite insieme a Pif dell’ultima puntata di stagione de La Confessione di Peter Gomez in onda martedì 26 marzo alle 23 su RaiTre, è un ebreo praticante da 30 anni, figlio di una madre di origine ebraica e di un padre cattolico non praticante. “La decisione di diventare praticante è venuta da Jonathan Sacks (rabbino e politico britannico, ndr). – ha premesso l’attore e produttore – Ho letto sempre di più, sono diventato uno studioso di ermeneutica e ho apprezzato che, rispetto alla religione cattolica che è più dogmatica, l’ebraismo è più di ricerca, è una filosofia in cui grazie allo studio ti avvicini a qualcosa che ti fa stare meglio”. Gomez allora ha introdotto l’attualità: “Che effetto le fanno le immagini della reazione israeliana a Gaza con i massacri e le decine di migliaia di morti?”, ha chiesto. “Non perdo la concentrazione sulla strage fatta da Hamas agli israeliani. Ovviamente la situazione palestinese è tragica – ha premesso Barbareschi – Andrebbe detto che nessuno vuole i palestinesi: la Siria non li vuole, l’Egitto non li vuole”, ha continuato l’ex deputato lanciando poi una proposta provocatoria: “Forse posso fare una proposta al Qatar? Visto che finanzia Hamas, che per me è un delinquente che andrebbe impiccato e lanciato dalla finestra, e c’è uno Stato apparentemente democratico, che ha attività in tutta Europa, visto che per loro finanziare Hamas non è un problema, prendessero i palestinesi e li mettessero nel Qatar“. Gomez ha subito obiettato: “Capisco la provocazione, ma i palestinesi sono nati lì. Da quando si prendono le popolazioni e vengono deportate?”, ha domandato. “Nessuno vuole deportarli. Nessuno vuole deportare i palestinesi, le ricordo che ci sono quasi tre milioni di arabi con passaporto israeliano che hanno subito le conseguenze del 7 ottobre”, ha replicato Barbareschi ricordando anche che “i palestinesi hanno avuto tre miliardi che sono andati a quel corrotto e farabutto di Arafat. Sa dove sono quei soldi che servivano per ricostruire la Palestina? Sono in qualche banca svizzera. Il problema è che le vittime sono i bambini!“. Infine il condirettore del Fatto Quotidiano ha affrontato il nodo della strategia di Benjamin Netanyahu chiedendo al produttore se fosse corretta, visto gli esiti disastrosi per la popolazione civile palestinese. “No, è sbagliata, ma se si ferma dalla guerra Netanyahu ha 56 imputazioni quindi in questo momento gli conviene tenere in piedi questa cosa”, ha risposto l’attore.